Specchie nel Salento

Una testimonianza vivente della preistoria nel Salento sono le SPECCHIE costruzioni simili a delle torri e consistono in manufatti dalle origini antichissime realizzati a secco da cumuli di pietre calcaree. Non è possibile dare a queste costruzioni una collocazione storica precisa: secondo alcuni studiosi infatti, la loro comparsa risale al Neolitico, mentre, per altri risalgono ai tempi dei messapi. La loro funzione reale è molto incerta. Secondo alcuni paleontologi le specchie rappresentano dei ruderi di antiche e gigantesche abitazioni, simili ai nuraghi sardi e ai tanto famosi trulli, per altri sono delle costruzioni erette a scopo difensivo dall’uomo primitivo, infine, per altri ancora hanno funzione tombale. Ma l’ipotesi più concreta, è che servissero come posto di vedetta per controllare la costa.

Specchie Salento

Specchia a Puledri al confine tra i comuni di Villa Castelli e Ceglie Messapica(BR) © Mfran22. Tutti i diritti riservati.

Di due tipologie le specchie si dividono in base a dimensioni e funzioni in grandi specchie e piccole specchie . Le prime sono strutture che si innalzano seguendo una forma conica con un’altezza di circa 10-15 metri. Le piccole sono invece cumuli di pietra che pare avessero delle funzioni funerarie. In genere si tratta di semplici ammassi di pietre realizzati in maniera spontanea a formare piccoli dossi di pietrame di origine calcarea sparsi per la campagna.

La Valle d’Itria, alcuni comuni del Salento ed il Gargano presentano diverse specchie disseminate nei loro territori. Ce ne sono infatti 18 attorno a Ceglie Messapica, 10 nei pressi di Villa Castelli, altre sparse tra Cisternino, Fasano e Francavilla Fontana. La più celebre tra le specchie Tarantina quella della frazione del comune di Martina Franca.

Anche il Salento Settentrionale ed il territorio di Oria presentano alcuni esemplari di specchie, altre sono sparse tra le aree di Martano, Ugento, Cavallino e Presicce. Non ne mancano nella zona della Murgia Barese. Nel territorio di Salve, comune della Puglia in provincia di Lecce, si annoverano tre specchie: la Specchia Cantoro, la Specchia Spriculizzi, la Specchia Cucuruzzi, altrimenti detta dei Fersini, la più imponente ed antica. Ricca di fascino e mistero la Specchia dei Mori suscita il grande interesse di studiosi e turisti.

Collocata nei pressi di Martano-Caprarica è conosciuta anche come la “Segla tu demoniu”. Un’antica leggenda narra che questa specchia nasconderebbe al suo interno un tesoro costituito da una chioccia e dodici pulcini d’oro, impossibile da prendere perché nelle mani del demonio.

Un’altra affascinante leggenda che aleggia attorno a questa specchia “incantata”, narra che giganti Mori, antichi abitanti di questi luoghi, decisero di costruire questa specchia così alta per riuscire a salire fino al cielo. Il gesto non fu gradito agli dei che pertanto la fecero crollare seppellendo con le pietre del crollo coloro che l’avevano costruita. Ad oggi queste antiche costruzioni risultano informi ma al tempo stesso continuano ad esercitare un grande fascino sulle moltitudini di turisti che giungono a visitare i luoghi in cui ancora si stagliano.

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