Pittule salentine: La ricetta originale

pittule pugliesi

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Le pittule sono un piatto tipico della gastronomia salentina, tramandata dalle massaie e dalle nostre mamme e nonne, sono una prelibatezza che si prepara soprattutto nel periodo autunnale e invernale.

Qui vi presentiamo una ricetta per meglio comprendere la preparazione e gli ingredienti che si possono usare per gustare al meglio queste leccornie tipiche del Salento.

Le Pittule o Pettule sono delle frittelle di pasta lievitata della tradizione pugliese e possono essere preparate in differenti modalità: con lampascioni, cime di rapa, cozze, verdure, con olive nere e capperi ed infine inserite nell’impasto insieme a dei buonissimi pomodori secchi e poi ancora con gamberetti, calamari, baccalà oppure con cavolfiore.

Insomma sono un piatto nutriente, facile da preparare e che si presta a tutti i gusti, anche a quelli più particolari.

La ricetta originale per prepare le Pittule:

Tempo di preparazione: 4 ore circa

Porzione per: 8 persone

Difficoltà: media

Ingredienti:

  • 1 kg di farina 00

  • 25g di lievito di birra

  • 800ml acqua tiepida

  • 20g sale fino

  • 1 cucchiaino di zucchero

  • olio d'oliva per friggere (o olio di semi di arachidi)

pittule salentine

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Preparazione:

Fare intiepidire l’acqua. Prelevare 100 ml di acqua tiepida dalla quantità totale e unirvi il lievito sbriciolato e lo zucchero.

Mescolare fino a disciogliere il lievito e lasciare agire il miscuglio per una decina di minuti o fino a quando inizierà a schiumare, nel frattempo, setacciare la farina.

Sistemarla in una ciotola capiente ed unire il sale. Mescolare con cura, poi formare la classica fontana e versare nella cavità il miscuglio di acqua, lievito, zucchero ed iniziare ad impastare con una mano.

Incorporare, poi, a filo il resto dell’acqua tiepida, cercando di evitare la formazione dei grumi. (Se necessario, aggiungere dell’altra acqua tiepida).

Non appena l’impasto avrà raggiunto una consistenza molto fluida e appiccicosa, bisogna sbatterlo con energia per almeno 10 minuti spingendolo ripetutamente sulle pareti del contenitore con movimenti veloci del braccio e della mano.

Nel contempo, per incorporare aria sollevarlo dal basso verso l’alto con un movimento rotatorio del palmo della mano.

L’impasto viene lavorato fino a quando inizieranno ad apparire sulla sua superficie delle grosse bolle d’aria.

A questo punto, smettete di lavorare l’impasto e coprite la ciotola prima con la pellicola alimentare e, poi, con una coperta.

Lasciare lievitare l’impasto per 3-4 ore (o anche più a lungo) in un luogo tiepido e lontano da correnti d’aria.

Trascorso il tempo della lievitazione, l’impasto avrà raddoppiato il suo volume.

Dopodiché si passa alla frittura delle pittule!

Scaldare abbondante olio in un tegame dai bordi alti e appena raggiungerà la giusta temperatura (170-180°C), prendete con una mano bagnata un mucchietto d’impasto e stringete il pugno. Con le dita dell’altra mano leggermente bagnate prelevare la pallina d’impasto che fuoriuscirà tra il pollice e l’indice e lasciarla cadere nell’olio.

Per chi non riesce ad adottare il classico metodo tradizionale, prelevate con un cucchiaio bagnato di acqua una pallina d’impasto e lasciarla cadere direttamente nell’olio caldo spingendola con un dito (anch’esso bagnato).

Ripetere la stessa operazione per prelevare altre palline, tenendo presente che occorrerà bagnare il cucchiaio ad intervalli regolari. (È consigliabile friggere poche pittule alla volta, in quanto la pasta lievitata gonfierà durante la frittura).

Una volta immerse nell’olio caldo, le pittule aumenteranno di volume e risaliranno a galla.

Rigirarle più volte nell’olio fino ad ottenere una colorazione uniformemente dorata.

Prelevarle via via con una schiumarola forata e metterle a perdere l’unto su carta assorbente da cucina. Servite immediatamente le pittule salentine ben calde!

La versione salata viene preparata arricchendo l’impasto base con vari ingredienti da scegliere tra baccalà, tonno, carciofi, olive nere, pomodori sott’olio o pelati, capperi, alici, cime di rapa, gamberi sgusciati, calamari, cavolfiore, lampascioni, ricotta, cozze, zucchine, pancetta, etc.…E a voi come piace gustarle?

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Pubblicato da Sara Spinelli

Da buona salentina ho coltivato varie passioni quali il fascino per l'arte, per le antiche tradizioni, la cultura e l'ottima cucina mediterranea che mi ha portato a conoscere i vari posti di questa meravigliosa terra: Il Salento, condiividendo queste storie, assieme alle mie esperienze, qui su MySalentoTravel.