Dolmen nel Salento

Difficile spiegare l'amore travolgente per questo luogo così straordinario, terra fatta di paesaggi, colori e misteri: il Salento che ha radici molto antiche, addirittura preistoriche. Partiamo precisamente dal IV millennio a.c. con la nascita dei Dolmen.

Quest' ultimi, così come i Menhir, risultano essere i più antichi monumenti esistenti sulla terra, probabilmente risalenti al Neolitico.

In alcuni l'entrata possiede una porta tagliata in più lastre verticali, per impedire l'accesso ad animali selvatici. Sulla funzione dei Dolmen esistono diverse ipotesi. La più accreditata è che si trattano di monumenti funerari, ma secondo altre teorie svolgevano la funzione di altari e luoghi di culto.

dolmen minervino di LecceMinervino di Lecce Ⓒ Andrea Cavalera. Tutti i diritti riservati.

Dove sono i Dolmen in Salento?

La maggior parte dei Dolmen ritrovati è in Europa Occidentale; nello specifico in Puglia se ne contano 23 diffusi in Salento e nel barese, dove sono concentrati nel territorio di Bisceglie, Corato, Giovinazzo con paesi vicini (Trani,Ruvo di Puglia, Terlizzi e Molfetta), nel brindisino (Cisternino e Montalbano) e nel tarantino.

A Minervino di Lecce (circa 13 km a sud-est della città di Maglie) c'è il dolmen “Li Scusi”, il primo rinvenuto in Puglia (nel 1879), è uno dei più particolari e rappresentativi del Salento e si riconosce nella classifica regionale per le dimensioni.

Lo si scorge in un rigoglioso oliveto sulla via provinciale Minervino - Uggiano la Chiesa, con il suo grande lastrone in pietra di forma quadrangolare sorretto da otto pilastri composti da pietre impilate. Il nome alluderebbe a un'ipotetica funzione di nascondiglio. Qui è stato allestito il “Parco culturale del dolmen Li Scusi”, un progetto di valorizzazione del territorio che si concretizza in un percorso naturalistico tra muretti a secco, ulivi secolari e sentieri di campagna.

Giurdignano,definito il "giardino megalitico d' Italia",è un paesino noto a livello nazionale per il più alto numero di monumenti in pietra, il quale custodisce ben 7 dolmen integri che rappresenta un piccolo orgoglio per l’archeologia salentina: dal cosiddetto “Orfine” (alto circa 1 metro) al “Peschio” (scoperto nel 1910); dal “Chiancuse” (di cui è visibile solo la lastra di copertura) ai “Grassi” (due dolmen “gemelli”, unici in Italia); dal “Gravasce” allo “Stabile” (si pensa, per quest'ultimo, ad un altare). La Pro loco di Giurdignano allestisce esclusivi percorsi a piedi, anche di notte, in bicicletta o in carrozza.

Anche nella città di Melendugno sono stati rinvenuti 2 dolmen il “Placa” formato da 7 blocchi che sorreggono una copertura irregolare, situato sulla provinciale per Calimera e scoperto nel 1909 e il “Gurgulante” alto 90 cm, prende il nome dalla campagna in cui è collocato.

Infine Salve,a 12km da Santa Maria di Leuca, troverete il dolmen "Cosi", scoperto nel 1968 da Giovanni e Paolo Cosi, e al suo interno sono stati rinvenuti resti umani, cocci di terracotta ed un frammento di ossidiana. A circa 600 metri, risiede il dolmen Argentina – Graziadei, che può vantare uno stato di conservazione migliore rispetto al “Cosi”. In virtù di questa analisi, l’ipotesi di una piccola “Stonehenge” salentina ormai perduta per sempre diventa molto più reale e forse vale la pena a questo punto godersi il suggestivo percorso tra le "pietre" della preistoria. Una risorsa storica e culturale che potrebbe essere occasione di sviluppo e visibilità culturale.

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Galleria

Minervino di Lecce Ⓒ Andrea Cavalera. Tutti i diritti riservati.
Giurdignano Ⓒ Dauno settantatre. Tutti i diritti riservati.
Li scusi Ⓒ Katja_Dlam. Tutti i diritti riservati.